Il ciclo di globalizzazione: il localization kit

Kit de primeros auxilios de localización

Riprendiamo questa settimana il discorso sul ciclo di globalizzazione che, dopo la prima fase di preparazione e analisi del mercato, si concentra ora sulla Preparazione dei Materiali.

Per iniziare le attività, l’agenzia deve ricevere dall’azienda il materiale di lavoro, il cosiddetto localization kit; in sintesi, il kit è uno strumento fornito dal cliente che contiene file ed istruzioni specifiche in base allo scopo del progetto. Questo è uno strumento di estrema importanza, poiché aiuta a chiarire le aspettative del cliente in maniera sistematica: in questo modo si evitano fraintendimenti e si negoziano più facilmente prezzi e tempistiche.

Il localization kit è uno strumento fornito dal cliente che contiene file ed istruzioni specifiche in base allo scopo del progetto.

In generale un localization kit è costituito dai seguenti elementi:

Localizatio kit 20.000 lenguas

  1. Precedenti traduzioni. Nel caso in cui il prodotto sia stato localizzato in passato, l’analisi delle versioni precedenti è molto utile per indirizzare i localizzatori sulle preferenze stilistiche e terminologiche del cliente.
  2. Glossario del cliente soprattutto riguardo ai termini tecnici. Questo è uno strumento fondamentale, perché assicura che il traduttore scelga il corretto equivalente per ogni termine specialistico. Il glossario è infatti una lista di parole nella lingua di partenza che viene definita in modo che il traduttore ne comprenda perfettamente il senso e sappia comunicarlo anche nell’altra lingua.
  3. Lista terminologica. Questa presenta un elenco di termini nella lingua di destinazione insieme ad abbreviazioni e parole da non tradurre su cui deve esistere un accordo tra cliente e fornitore del servizio. L’importanza di questo strumento è legata al fatto che assicura coerenza e consistenza nell’uso della terminologia, nel rispetto delle varianti locali di una lingua.
  4. Elenco dei contatti. Sebbene questo elemento possa apparire di scarsa rilevanza confrontato con le questioni terminologiche, in realtà è fondamentale in quanto conoscere e reperire agevolmente le figure di riferimento presso il cliente facilita il lavoro del traduttore; infatti, è essenziale che il cliente fornisca alcuni responsabili atti ad assistere le necessità o a chiarire eventuali dubbi dei localizzatori che, ovviamente, non conoscono in dettaglio tutte le esigenze del cliente. Senza questo elenco il traduttore potrebbe doversi rivolgere a persone inadatte a fornirgli le informazioni richieste ed essere così indirizzato verso scelte erronee.
  5. Informazioni su hardware e software. Anche questi dettagli tecnici sono di estrema importanza affinché le scelte dei localizzatori siano conformi agli strumenti del cliente; è infatti evidente che nella localizzazione di un sito bisogna ad esempio considerare quale sia il software scelto per la visualizzazione dei file HTML: l’uso di Internet Explorer, Chrome o Mozilla Firefox, per citare alcuni fra i browser più noti, può portare a scelte diverse nelle eventuali modifiche al linguaggio HTML.
  6. File da tradurre. In particolare bisogna fornire ai localizzatori una lista dei file da tradurre con relativa posizione; per ogni file devono essere indicate le dimensioni e la data dell’ultimo aggiornamento, nonché una descrizione del suo contenuto. Nel caso di un sito, bisogna inoltre fornire un elenco delle stringhe di testo da tradurre che provengono da fonti esterne, ad esempio dal database.
  7. Elenco dei file da non tradurre, in modo da differenziare in quali file devono effettivamente lavorare i traduttori.
  8. Lunghezza delle stringhe. Bisogna indicare con chiarezza la massima lunghezza consentita per le stringhe di testo, in modo che il traduttore possa agire di conseguenza nelle scelte terminologiche o nell’uso di abbreviazioni.
  9.  Informazioni sull’estensione dei file inviati dal cliente, per gestire anticipatamente l’uso di software appositi che sarebbero indispensabili in caso di localizzazione su file binari.
  10. Dati sulle preferenze del cliente in merito all’invio dei file dopo la localizzazione. Infatti la struttura dei file in cartelle o l’invio dei file in particolari formati va concordato preventivamente.
  11. Istruzioni per la compilazione dei file, in particolare riguardo al compilatore preferito, alla sua versione ed eventuali errori noti.
  12. Indicazioni sulle modalità di verifica delle funzionalità: in genere bisogna stabilire a priori un programma di test in modo che, svolti quelli stabiliti, il prodotto si possa considerare concluso.
  13. Lista delle immagini ed elementi grafici, oltre ai rispettivi file sorgenti.

Kit de localización en traducción, las características de la globalización

 

Dopo aver ricevuto il kit e chiarito eventuali dubbi col cliente, si può stabilire un programma dettagliato di esecuzione delle varie attività e spese necessarie per poter così iniziare la vera e propria localizzazione. Ma di questo e più precisamente della fase di Internazionalizzazione parleremo la prossima settimana, a presto!

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